Osteoporosi, più appropriatezza col primo algoritmo AIFA nato in collaborazione con SIOMMMS e SIR

Pubblicato il 12 novembre 2016
Osteoporosi, più appropriatezza col primo algoritmo AIFA nato in collaborazione con SIOMMMS e SIR

Rapida valutazione del rischio di frattura del paziente, identificazione dell’opportunità o meno di un trattamento farmacologico, scelta del farmaco più indicato e delle competenze prescrittive (medico di medicina generale o specialista), secondo i criteri della Nota 79 dell’AIFA.

Questi e altri sono i vantaggi dell’algoritmo decisionale messo a punto da AIFA in collaborazione con SIOMMMS e SIR.

Presentato ieri a Roma nel corso di una conferenza stampa presso la sede dell’Agenzia Italiana del farmaco, servirà per favorire la razionalizzazione e l’appropriatezza della terapia anti-osteoporotica.

CONSULTA L’ALGORITMO AIFA

“Le valutazioni del rischio di osteoporosi e dell’opportunità di un trattamento farmacologico sono complesse e importanti quanto la scelta del trattamento più efficace e appropriato – afferma il Presidente AIFA, Mario Melazzini – Il rapporto OsMed ha segnalato infatti che molti pazienti ad alto rischio di frattura non sono trattati o lo sono in modo inappropriato; inoltre l’aderenza del paziente è spesso insufficiente. L’obiettivo dell’algoritmo è suggerire, alla luce delle evidenze scientifiche ad oggi disponibili, l’impiego clinico appropriato dei farmaci per il trattamento dell’osteoporosi allo scopo di massimizzare il beneficio clinico per i pazienti”.

L’algoritmo include link per approfondimenti diagnostici o per la corretta interpretazione dei risultati degli esami clinici, secondo le più recenti linee guida nazionali e internazionali delle maggiori Società Scientifiche competenti.

Il prof. Claudio Marcocci, presidente SIOMMMS, ha dichiarato: «L’appropriatezza terapeutica in osteoporosi è un obiettivo che la nostra società scientifica sta perseguendo con diversi partner. In Italia circa 3.5 milioni di donne e 1 milione di uomini sono affetti da osteoporosi, con un alto costo economico e sociale per la collettività, ma troppo spesso i pazienti non vengono sottoposti a diagnosi, oppure vengono curati in forma non adeguata. Per questo l’algoritmo rappresenta un utile strumento. Un risultato, anche parziale, potrebbe apportare importanti benefici ai pazienti e contenere le spese sanitarie attualmente impiegate per la loro gestione nelle diverse fasi della malattia».

«Il nuovo algoritmo è uno strumento che consente maggiore applicabilità del trattamento appropriato dell’osteoporosi nella pratica clinica, fornendo un supporto informatico che potrà semplificare il complesso lavoro dei medici. Inoltre consentirà una più corretta e più accurata percezione del rischio da parte del paziente, che potrà contribuire a una maggiore aderenza al trattamento» ha concluso il prof. Maurizio Rossini, professore all’Università di Verona e uno degli autori dell’algoritmo.

L’osteoporosi è una malattia di rilevanza sociale, la cui incidenza aumenta con l’età sino a interessare la maggior parte della popolazione oltre l’ottava decade di vita. Si stima che in Italia ne siano affetti oggi almeno 3 milioni di donne e quasi 1 milione di uomini. Nella popolazione italiana con oltre 50 anni d’età il numero di fratture di femore in un anno supera le 90.000 e sarebbero più di 500000 i pazienti con frattura di femore. Fratture vertebrali sono state riscontrate in oltre il 20% dei soggetti con oltre 65 anni d’età di entrambi i sessi. Il costo/anno per le sole fratture di femore è stimato in oltre 1 miliardo di euro; il costo complessivo della gestione delle fratture, compresi i costi per la conseguente disabilità nel lungo termine, era stimato di oltre 7 miliardi nel 2010.




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