Un vero Scoop… lo studio SCOOP!

Pubblicato il 4 aprile 2018
Un vero Scoop… lo studio SCOOP!

Lo screening di popolazione con una semplice metodica come il censimento delle variabili cliniche incluse nell’algoritmo FRAX potrebbe ridurre il rischio di fratture femorali, e di conseguenza morbidità, mortalità della popolazione anziana e risparmio delle risorse economiche. Queste le conclusioni di uno studio inglese comparso nel mese di Febbraio sul Lancet.

Lo studio SCOOP iniziato nel 2008, ha preso in esame per cinque anni, 6233 donne di età compresa tra i 70 e gli 85 anni, reclutate tra le pazienti di circa 100 medici di famiglia di diverse province del Regno Unito, selezionate in modo randomizzato a partire da un campione di oltre 38.000 soggetti. Il gruppo di controllo era rappresentato da 6250 donne non sottoposte a screening mediante il FRAX e riaffidate alle cure del proprio medico di famiglia. Le partecipanti allo studio non avevano mai assunto in precedenza alcun farmaco per l’Osteoporosi.

L’obiettivo primario è stato quello di calcolare nei due gruppi l’incidenza di fratture osteoporotiche, di fratture femorali e la mortalità alla luce delle decisioni terapeutiche intraprese dopo la stima del rischio di frattura ottenuto tramite l’algoritmo.

Le donne incluse nel gruppo di studio sono state sottoposte a valutazione del rischio fratturativo a 10 anni con l’algoritmo FRAX; le pazienti risultate ad alto rischio sono quindi stati invitate a sottoporsi a densitometria ossea femorale DXA. I soggetti ad alto rischio, cioè quelli che presentavano una stima del rischio sotto la soglia rispetto a quelli limite per intervento per età (il 14% di quelli indagati), sono stati invitati a contattare il curante per l’inizio di una terapia antiriassorbitiva. In tutto, il 15% dei pazienti screenati dopo un anno di follow-up erano stati posti in terapia, contro il 4% delle pazienti del gruppo di controllo, percentuali che nel corso dei cinque anni di follow-up venivano mantenute rispettivamente intorno al 24% per gli screenati e al 16% per i controlli al termine dei 5 anni.

L’incidenza di fratture femorali risultava ridotta del 28% nei pazienti sottoposti a valutazione con il FRAX rispetto ai controlli. Questa riduzione avveniva senza che le pazienti sottoposte a screening sperimentassero un incremento nello stato di ansia o un decremento nella loro qualità di vita, dato valutato attraverso appositi questionari. Non si registrava invece la riduzione di incidenza di altre fratture osteoporotiche o una riduzione di mortalità. Secondo gli autori, questo risultato potrebbe essere correlato al fatto che il FRAX è un algoritmo che valuta il rischio di frattura del distretto femorale

Ad oggi non esiste uno strumento di valutazione condiviso per la valutazione del rischio osteoporotico di frattura nella popolazione generale. La densità minerale ossea rilevata con metodica DXA infatti da sola non ha un potere predittivo tale da giustificare il costo del suo utilizzo su larga scala. Questo lavoro conferma l’opinione condivisa dagli specialisti che si occupano di osteoporosi e cioè che la valutazione preliminare dei fattori di rischio è un utile strumento per individuare i soggetti per i quali è più opportuno eseguire un esame DXA. L’uso degli algoritmi già esistenti potrebbe permettere anche al medico di medicina generale di raccogliere semplici informazioni e avviare un percorso virtuoso che porterà a ridurre le fratture di femore.

Le riserve relative a questo studio riguardano soprattutto i possibili limiti di rappresentatività del campione di donne studiato rispetto alla popolazione generale. I soggetti che partecipano ai programmi di screening tendono ad essere più acculturati e soprattutto maggiormente coinvolti nelle strategie preventive sanitarie. In termini di applicabilità alle nostre realtà appare chiaro che la struttura stessa e la diversità dei Sistemi Sanitari sia un fattore di cui tenere conto. Ricordiamoci infine che nel nostro Paese vi è la disponibilità di un algoritmo, il DEFRA, adattato alla Nota 79, che potrebbe essere utilizzato per uno studio simile a quello inglese sulla prevenzione delle fratture nella realtà italiana.

Shepstone L, Lenaghan E, Cooper C, et al. Screening in the community to reduce fractures in older women (SCOOP): a randomised controlled trial. Lancet (2018); 391, pp. 741-7.

Dr.ssa Anna Maria Formenti
Ambulatorio di Endocrinologia c/o Poliambulatori di Via Biseo, Spedali Civili di Brescia