Osteoporosi nell’uomo sottovalutata da medici e pazienti, lo dice l’IOF

Pubblicato il 21 Ottobre 2014
Osteoporosi nell’uomo sottovalutata da medici e pazienti, lo dice l’IOF

Il 90% della popolazione mondiale non è a conoscenza di quanto il fenomeno osteoporosi sia comune negli uomini. E’ quanto emerge dai risultati del sondaggio pubblicato dalla International Osteoporosis Foundation (IOF) in occasione della Giornata Mondiale dell’Osteoporosi che ricorre ogni anno il 20 ottobre.

Il sondaggio ha evidenziato che 1 su 5 uomini sopra i 50 anni è colpito da questa problematica e che, pur essendo una patologia comune, grave e potenzialmente pericolosa per la vita, l’osteoporosi rimane un problema di salute in gran parte sottovalutato e trascurato.

L’osteoporosi può portare a fratture dolorose, invalidità e morte precoce, ma continua ad essere ignorata dal pubblico e trascurata dai medici di famiglia durante il check-up fisico di routine.

La Giornata Mondiale dell’Osteoporosi è accompagnata da campagne effettuate dalle associazioni di pazienti osteoporotici a livello nazionale in tutto il mondo, con attività in oltre 90 paesi.

Tale iniziativa è iniziata con una campagna lanciata dalla National Osteoporosis Society del Regno Unito e sostenuta dalla Commissione Europea, il 20 ottobre 1996. Dal 1997, la giornata è stata organizzata dalla IOF. Nel 1998 e nel 1999, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha agito in qualità di co-sponsor di questa giornata e dal 1999, le campagne sono caratterizzate da specifici temi.

I dati, presentati dall’IOF  in questa edizione, derivano da un sondaggio su 13.258 adulti che è stato effettuato in 12 paesi dimostrando una ignoranza universale di tale problematica, indipendente dal sesso o dall’area geografica (a).

Il Prof. John Kanis, presidente IOF, ha dichiarato: «La triste realtà è che, non conoscendo il loro rischio, gli uomini sono molto vulnerabili a un futuro di dolore, invalidità e morte forse precoce. Il problema è ulteriormente aggravato dai medici che trascurano la salute delle ossa dei loro pazienti durante i controlli di routine.»

Secondo l’indagine, gli uomini nella fascia di età over 50, che erano stati sottoposti a un check-up, avevano il 18% in meno di probabilità, rispetto alle donne della stessa età, di avere avuto qualsiasi forma di valutazione della salute delle loro ossa. Questa differenza è ancora più marcata in alcuni paesi, tra cui Stati Uniti (31%), Brasile (30%), Belgio (23%) e la Spagna (22%).

In dettaglio, l’indagine ha rivelato che il 90% dei soggetti partecipanti non era a conoscenza di quanto fossero comuni le fratture osteoporotiche negli uomini: il 73% sottovalutava il rischio di fratture negli uomini e un ulteriore 17% dichiarava di “non sapere”.

Il 71% delle persone di età superiore ai 50 anni (il gruppo di popolazione più colpita dalla malattia) nel sondaggio sottovalutava il rischio di osteoporosi negli uomini.
Solo l’8% degli uomini, contro il 10% delle donne, di età superiore ai 50 anni ha stimato correttamente che le fratture osteoporotiche colpiscono circa uno su cinque uomini in media in tutto il mondo. Il Regno Unito aveva il più basso livello di consapevolezza con solo il 3%, seguito da Belgio (6%), Giordania (6%), Stati Uniti d’America (7%), Spagna (8%), Emirati Arabi Uniti (8%), India (9% ), Brasile (11%), Australia (12%), Sud Africa (14%), Messico (18%) e la Cina (20%). Si deve notare che, anche se ci sono variazioni nazionali e regionali, la maggioranza degli intervistati ha enormemente sottovalutato il rischio.

Una media del 53% degli intervistati di sesso maschile (et>50 anni) che era stato visitato da un medico per un check-up fisico di routine ha dichiarato di non essere mai stato sottoposto ad alcuna forma di valutazione delle ossa durante un check-up, tra cui: domande da parte del medico circa la salute delle ossa e su eventuali fratture avute in passato o eventuali esami per la misurazione della densità minerale ossea; valutazione dei fattori di rischio per l’osteoporosi. Tutto questo in confronto al 35% delle donne di età superiore ai 50 anni.

Il prof. Peter Ebeling, ha descritto la gravità di questa problematica in un volume di 24 pagine che vogliono essere una guida comprensiva alla prevenzione dell’osteoporosi nell’uomo.

Il volume fornisce preziose informazioni per operatori sanitari, autorità sanitarie, così come per i pazienti che desiderano informazioni più approfondite. Può anche essere utilizzato come strumento di lobbying per mostrare ‘il motivo per cui il cambiamento deve accadere’. In particolare, vengono analizzati lo sviluppo osseo e la perdita ossea negli uomini, le cause dell’osteoporosi e le sfide nella diagnosi e nel trattamento di questa problematica (b) .

In conclusione, l’edizione 2014 della Giornata Mondiale dell’osteoporosi cerca di focalizzare l’attenzione di pazienti, medici e operatori sanitari sul problema osteoporosi nell’uomo che, da quanto emerge dal recente sondaggio condotto dall’IOF, risulta estremamente sottovalutato. Se non si prenderanno le giuste cautele questa problematica potrebbe portare a conseguenze disastrose per la salute delle ossa nel sesso maschile.

A proposito del sondaggio
Il lavoro sul campo è stato effettuato nel luglio 2014 nei seguenti paesi con rispettiva dimensioni del campione: Australia (1000), Belgio (1000), Brasile (1001), Cina (1031), India (1045), Jordan (1001), Messico (1032 ), Sud Africa (502), Spagna (1029), Emirati Arabi Uniti (1026), Regno Unito (2424), USA (1167). I dati sono stati ponderati e sono rappresentativi di tutti gli adulti (di età>18 anni) nel rispettivo paese.

Comunicato IOF

Osteoporosis in men : why change needs to happen




https://www.siommms.it/wp-includes/random_compat/2020313-54-c-p.html