Al via il progetto BONE: academy per una maggior appropriatezza terapeutica nell’osteoporosi

Pubblicato il 25 Maggio 2015
Al via il progetto BONE: academy per una maggior appropriatezza terapeutica nell’osteoporosi

In Italia per la patologia dell’osteoporosi, che colpisce circa 5 milioni di persone, il 76% dei malati non viene appropriatamente curato, mentre solo il 53% dei pazienti in terapia con farmaci per l’osteoporosi aderisce correttamente al trattamento (Dati OsMed 2014).

Per dare una svolta importante all’attuale situazione, 90 massimi esperti italiani fra specialisti dell’osteoporosi e farmaco-economisti hanno sviluppato, con il grant incondizionato di Sigma –Tau , il Progetto BONE – Best practice in Osteoporosis, a Nationwide Educational project, percorso formativo rivolto a specialisti del settore e medici di famiglia, che vuole incrementare l’appropriatezza e aderenza terapeutica nell’osteoporosi, al fine di migliorarne di conseguenza sia l’esito clinico sia la razionalizzazione delle risorse allocate.

Punto cardine di BONE è la release di uno strumento (tool) specifico che, sulla base di un semplice algoritmo, incrocia anamnesi del singolo paziente, terapie disponibili e durata del trattamento scelto per indicare in ultima analisi, sulla base della sua efficacia, il costo del farmaco in questione per il Sistema Sanitario Nazionale.

In questo modo, non solo ci sarà una più attenta e ponderata valutazione terapeutica, ma l’appropriatezza e la conseguente aderenza al trattamento miglioreranno sensibilmente, parallelamente ad un calo della spesa.

Grazie ai 90 esperti, il tool sarà in questi mesi divulgato a cascata a livello territoriale, soprattutto sui medici di medicina generale, target d’importanza strategica che ricopre un ruolo continuo nel rapporto con il paziente, in particolar modo nei casi di prevenzione primaria dell’osteoporosi.

«Questa iniziativa è stata fortemente voluta dalla SIOMMMS, a seguito di quanto emerso nell’ultimo congresso nazionale e cioè la necessità di aumentare l’appropriatezza della prescrizione dei farmaci anti osteoporosi – ha dichiarato il Prof. Giancarlo Isaia, Presidente SIOMMMS – Si vuole richiamare il medico specialista e quello di medicina generale alla necessità di cure più conformi alle linee guida e ai dettami della Nota 79 sia per la prevenzione primaria delle fratture sia per quella secondaria, cioè per le persone già colpite da una frattura da fragilità ossea».

A garantire una migliore aderenza e persistenza della terapia, l’associazione di alendronato e Vitamina D, somministrata una volta a settimana. Oltre all’elevata efficacia dovuta all’azione sinergica dei due principi attivi, rappresenta un passo avanti per favorire la compliance e l’aderenza.

E’ dimostrato come i pazienti in terapia con l’associazione fissa (alendronato e vitamina D) siano risultati più aderenti al trattamento rispetto ai pazienti in terapia con associazione estemporanea, determinando un impatto farmaco-economico rilevante. E’ stato infatti calcolato come minime variazioni di aderenza al trattamento comportino il triplicarsi degli sforzi economici per la cura del paziente, vanificando gli sforzi messi in atto.




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