Gestione multidisciplinare delle fratture da fragilità: il punto in occasione del quinto Congresso Mondiale FFN (Fragility Fracture Network)

Pubblicato il 12 Febbraio 2016
Gestione multidisciplinare delle fratture da fragilità: il punto in occasione del quinto Congresso Mondiale  FFN (Fragility Fracture Network)

Rappresentano una delle maggiori cause di morbilità e mortalità a livello mondiale e sono spesso il primo segnale della presenza di osteoporosi: parliamo delle fratture di fragilità, um problema sanitario di crescente rilevanza in quanto si associa con il progressivo invecchiamento della popolazione, soprattutto (ma non solo) nel sesso femminile.

Alla gestione “a tutto tondo” delle fratture di fragilità è dedicato il Congresso Mondiale della FFN (Fragility Fracture Network), giunto alla quinta edizione, che si svolgerà a Roma, presso l’Hotel Ergife, dall’1 al 3 settembre (1).

Abbiamo rivolto alcune domande al prof. Paolo Falaschi, Professore di Geriatria presso l’Università La Sapienza di Roma, socio FFN (e della SIOMMMS) nonchè Congress Chairman del Congresso, per illustrarci brevemente le peculiarità dell’associazione e le tematiche affrontate nel corso di questa edizione del Congresso.

Professor Falaschi, che cosa è il Fragility Fracture Network (FFN) e in cosa si diversifica rispetto alle altre associazioni scientifiche che si occupano di questo tema?
Il FFN (2) è una rete costituita da soci di diversa provenienza professionale che si occupa di fratture di fragilità. E’ attualmente costituito da più di 500 soci dislocati in tutti i 5 continenti e la sua spiccata internazionalità rappresenta già di per sé un elemento peculiare che diversifica questa rete dalle diverse società e associazioni scientifiche che si occupano di metabolismo minerale.

Ma l’aspetto che, a mio parere, rende meglio l’idea della specificità di questa rete, è la sua mission fondativa, che consiste nel promuovere una gestione multidisciplinare ottimale del paziente con frattura da fragilità, includendo la prevenzione secondaria della rifratturazione di questi individui, oltre ad un’attività di sensibilizzazione dei decisori di politica e di spesa sanitari mirata alla necessità di implementare interventi multidisciplinari appropriati nella gestione di queste problematiche.

Non meno importante è l’atmosfera cordiale e informale che si respira nei Congressi FFN e che facilita lo scambio di esperienze professionali e, in alcuni casi, anche lo stabilirsi di sodalizi amicali, oltre che scientifici.

La quinta edizione del Congresso si terrà a Roma. Prevedete una forte partecipazione italiana al Congresso?
Le premesse ci sono. A tal scopo abbiamo preso contatti con le principali società nazionali che si occupano di fratture da fragilità. Tra queste, abbiamo coinvolto membri della SIOMMMS, della SIGG (Società Italiana di Geriatria e Gerontologia) della SIOT (Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia) e della SIMFER (Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitazione) a partecipare ad eventi scientifici bilaterali previsti dal programma del Congresso.

Quali saranno i temi che verranno affrontati nel Congresso?
In linea con la mission di FFN, il congresso si propone di affrontare tutti gli aspetti coinvolti nella gestione multidisciplinare della frattura da fragilità: dalle cure perioperatorie al trattamento chirurgico e alla riabilitazione; dalla prevenzione secondaria alla gestione delle complicanze – peri- e/o post-operatorie associate a questi pazienti (infezioni, trombosi, malattie CV, malattie neurologiche e del tratto respiratorio); dal trattamento dell’osteoporosi e dalla ricerca sulle fratture da fragilità alle azioni volte all’implementazione di policy sanitarie più appropriate (per l’elenco completo degli argomenti del congresso di veda la tabella 1).
Non è un caso, infatti, che i congressi internazionali di FFN si caratterizzino per l’elevata partecipazione, oltre che di geriatri e di chirurghi ortopedici, di anestesisti, specialisti in Medicina d’Urgenza, fisiatri, fisioterapisti ed infermieri.

Quale sarà il contributo scientifico specifico di SIOMMMS previsto in questo Congresso?
E’ stato già decisa e approvata dal board di FFN la realizzazione di un workshop congiunto FFN – SIOMMMS , co-moderato da due membri appartenenti alle società rispettive, dove SIOMMMS avrà modo di condividere le sue competenze e il suo know-how.

Quanto agli altri temi previsti dal programma del Congresso, ve ne sono alcuni, come la gestione delle comorbilità – ad esempio lo scompenso cardiaco o la demenza, il trattamento per la prevenzione della rifratturazione, la prevenzione delle cadute e l’importanza della supplementazione di calcio e di vitamina D, che sono molto cari a SIOMMMS e che SIOMMMS avrà la possibilità di rappresentare con competenza nel corso di questo evento.

Ma, sicuramente, uno dei temi più cari ai membri SIOMMMS che si occupano di fratture di fragilità è quello della necessità di coinvolgere le autorità politico-amministrative, che siano le realtà regionali o quelle nazionali, ad implementare PDTA (percorsi diagnostici terapeutici assistenziali) per la gestione multidisciplinare di questi pazienti.

Pensiamo, ad esempio, ad un paziente con frattura di femore: la sua gestione non può che essere multidisciplinare in quanto il paziente che si frattura ha bisogno dello specialista in Medicina d’Urgenza che l’accolga in Pronto Soccorso; dell’ortopedico che faccia la diagnosi, lo operi e lo segua nel post-operatorio; del cardiologo che si occupi, ad esempio, delle complicanze cardiologiche che possono pregiudicare o ritardare l’intervento; dell’anestesista che debba scegliere la modalità di anestesia più appropriata per lo specifico paziente – locoregionale quella generale; del geriatria o dell’internista o di altro professionista medico coinvolto nel co-gestire con il medico ortopedico le problematiche cliniche e, quindi, tutte le comorbilità pregresse.

Per concludere, professor Falaschi, come va “l’epidemia di fratture di fragilità” nel mondo e nel nostro Paese?

Non molto bene: la frattura di fragilità, quella di femore, in particolare, è in spaventosa crescita nei paesi emergenti, molto di più che nel mondo occidentale (Stati Uniti e vecchia Europa) e rappresenta un problema di grandissimo peso socio-economico nei Paesi del Terzo Mondo. A tal riguardo mi preme ricordare come in Brasile ci sia un gruppo afferente ad FFN particolarmente attivo nello studio delle fratture di fragilità in quell’area).

Quanto al nostro Paese, dati aggiornati al 2011 documentano il verificarsi, ogni anno, di oltre 100.000 fratture del collo femorale a causa di fragilità ossea da osteoporosi, con una netta prevalenza (72%) nel sesso femminile (3).

Tuttavia, nel corso del recente Congresso SIOMMMS che si è tenuto a Bologna a novembre dello scorso anno, sono stati presentati dal professor Sandro Giannini (Dipartimento di Medicina, Clinica Medica 1 dell’Università di Padova) i dati di uno studio sull’incidenza di fratture di femore nella popolazione >65 anni in Italia e nella Regione Veneto, dai quali risulta una riduzione del numero di fratture (in controtendenza con il dato nazionale) (4).

Questi dati, per ammissione degli stessi autori, necessitano di ulteriori indagini per confermare e motivare il risultato ottenuto.

Allo stato attuale, però, si può ipotizzare che questi rappresentino la prova che l’implementazione di policy appropriate di gestione multidisciplinare del paziente con frattura di fragilità possa ridurre la loro incidenza.

Nicola Casella

Bibliografia
1. https://www.siommms.it/5th-ffn-global-congress-2016/
2. http://fragilityfracturenetwork.org/
3. Tarantino U e Resmini G, “La gestione delle fratture da fragilità. Raccomandazioni per chirurghi ortopedici” orto-Ed.r iSpringer, 2011
4. Sella S et al. Incidenza delle fratture di femore nella popolazione >65 anni: confronto Veneto vs Italia negli anni 2000-2009; Poster P10; Congresso SIOMMMS 2015, Bologna.

Tabella 1 – Elenco degli argomenti previsti nel quinto Congresso Mondiale FFN

Farmaci antiosteoporosi (bisfosfonati, denosumab, teriparatide)
Profilassi Antitrombotica (eparine a basso peso molecolare)
Fibrillazione atriale e nuovi anticoagulanti orali
Supplementazione di calcio e di vitamina D
Azioni volte a cambiare politiche sanitarie
Broncopneumopatia cronico ostruttva e osteoporosi
Delirio
Dexa e TBS (Trabecular Bone Score)
Diabete e osteoporosi
Gestione delle fratture
Complicanze infettive e trattamento antibiotico
Malnutrizione e supplementazione nutrizionale
Gestione dell’anemia (trasfusioni di sangue e impiego di eritropoietina
Gestione della fragilità
Gestione dello scompenso cardiaco
Gestione dell’ipertensione
Lieve alterazione cognitiva (MCI) e demenza
Nuovi farmaci contro l’osteoporosi (anti-catepsina e anti-sclerostina)
Nursing
Osteoncologia
Osteoporosi e trattamento anti-ormonale (inibitori aromatasi e farmaci per il carcinoma della prostata)
Gestione perioperatoria
Prevenzione di nuove fratture
Riabilitativa post-frattura
Ricerca sulle fratture da fragilità
Importanza dei prodotti caseari nella prevenzione dell’osteoporosi




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