Malattie metaboliche dello scheletro, a Bari si fa il punto della situazione a 360°

Pubblicato il 9 Agosto 2015
Malattie metaboliche dello scheletro, a Bari si fa il punto della situazione a 360°

Osteoporosi, osteomalacia, malattia di Paget sono alcune delle patologie incluse nella classe delle malattie metaboliche dello scheletro che sono sempre più frequenti nella popolazione generale. Per affrontarle e gestirle al meglio gli specialisti devono aggiornarsi continuamente.

Con tale finalità nasce il corso educazionale “Aggiornamenti in tema di malattie metaboliche dello scheletro” promosso dalla SIOMMMS (Società italiana dell’osteoporosi, del metabolismo minerale e delle malattie dello scheletro) che si terrà a Bari il prossimo 14 e 15 settembre e si svolgerà con modalità interattive e senza alcun supporto da parte di Aziende farmaceutiche del settore.

Il prof. Giancarlo Isaia, presidente SIOMMMS ha dichiarato: «Lo scopo principale dell’iniziativa è quello di diffondere, soprattutto fra i giovani Soci, ed in questo caso al Sud, dove sono presenti sensibili criticità, le Linee Guida della Società, suggerendo una condotta diagnostica e terapeutica appropriata ed attenta al rapporto costo/benefici.

Verrà inoltre affrontato, ad opera del Gruppo di Bari coordinato dalla Prof.ssa Maria Grano e ben noto a livello non solo Nazionale, il tema della fisiopatologia dell’osso, al fine di fornire ai partecipanti una visione non soltanto clinica, ma anche le basi biologiche del metabolismo minerale che ogni buon clinico non dovrebbe mai dimenticare nella sua attività quotidiana.»
Il corso avrà come obiettivo formativo primario l’applicazione nella pratica quotidiana dei principi e delle procedure dell’Evidence Based Practice (EBM – EBN – EBP).

La prof.ssa Maria Grano, dell’Università di Bari e responsabile scientifico del corso insieme al prof. Paolo Falaschi e al prof. Nicola Napoli, ha sottolineato: «Il corso ha come target giovani medici che si avvicinano al metabolismo osseo e alla cura delle patologie dello scheletro ma anche specialisti che hanno già dimestichezza su questi argomenti e vogliono aggiornarsi».
«Tale  aggiornamento-ha proseguito la prof. Grano- consisterà in una parte riguardante la ricerca di base e una parte clinica, a quest’ultima viene dato grande rilievo anche attraverso la didattica a piccoli gruppi con illustrazione di casi clinici.»

Il convegno si aprirà lunedì 14 settembre con una sessione dedicata alla fisiologia e fisiopatologia dell’osso in cui la prof. Grano sarà relatore e tra i moderatori. «Questa prima sessione è una parte teorica in cui saranno presentati dati recenti della letteratura sulla ricerca di base in campo osseo ottenuti sia da nostri studi che da altri studiosi e che abbiano rilevanza dal punto di vista clinico.  In particolare verrà dato rilievo al ruolo di “wnt”, una delle molecole più importanti che regola la formazione ossea e che attualmente è un target farmacologico per lo sviluppo di nuovi farmaci per la cura dell’osteoporosi.»

Il prof. Isaia ha precisato: «La conoscenza della fisiopatologia dell’osso è fondamentale per poter attivare un trattamento appropriato scegliendo il farmaco più adatto, a seconda delle caratteristiche di  quel determinato paziente»

Dopo questa sessione si entrerà nel vivo della parte pratica con la valutazione del rischio fratturativo illustrando gli idonei algoritmi e come ha evidenziato il prof. Isaia: «Il rischio fratturativo viene valutato utilizzando gli specifici  algoritmi validati (FRAX e DeFRA) disponibili sul sito della SIOMMMS. Soltanto se il risultato ottenuto indica un rischio fratturativo consistente è opportuno attivare una terapia specifica».

Una volta accertata la frattura il paziente va adeguatamente gestito.  «Le fratture da osteoporosi vengono gestite anzitutto con provvedimenti ortopedici-ha proseguito il prof. Isaia- (intervento di protesi d’anca, Vertebroplastica, Busti ecc) e con terapia antalgica, se necessaria. Successivamente è assolutamente indispensabile attivare una terapia medica con farmaci che si siano dimostrati efficaci nella prevenzione di ulteriori fratture».

Si parlerà anche di osteoporosi secondaria che dipende da cause endocrine (p. es., ipersurrenalismo, iperparatiroidismo, ipertiroidismo, ipogonadismo, iperprolattinemia, diabete mellito), farmaci (p. es., corticosteroidi, etanolo, dilantina, tabacco, barbiturici, eparina) e condizioni varie (p. es., immobilizzazione, insufficienza renale cronica, epatopatia, sindrome da malassorbimento, broncopneumopatia cronica ostruttiva, artrite reumatoide, sarcoidosi, patologie neoplastiche maligne, prolungata assenza di gravità come si verifica nei voli spaziali).
Durante il corso ci sarà anche spazio per le novità in campo legislativo e in modo particolare su quello che cambierà e sta già cambiando in seguito all’emissione della nuova nota 79.
«La Nuova Nota 79 –ha aggiunto il prof. Isaia-ha formalizzato la rimborsabilità dei farmaci per l’osteoporosi ad una più vasta platea di pazienti, rispetto a quanto previsto in precedenza: in particolare, mi pare di una certa rilevanza l’aver incluso pazienti neoplastici che assumono farmaci che inducono un blocco ormonale e l’aver inserito numerose condizioni patologiche (Artrite reumatoide, Diabete, BPCO, IBD, AIDS, Parkinson, Sclerosi multipla, grave disabilità motoria) che, se presenti, ed anche senza necessariamente la presenza di fratture, possono dar luogo al trattamento a carico del SSN».

In conclusione, l’osteoporosi e le altre malattie dello scheletro sono argomenti sempre più attuali; bisogna quindi formare medici preparati e stare al passo con le innovazioni che vanno dalla diagnosi al trattamento per migliorare la qualità di vita dei pazienti.

Emilia Vaccaro




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