WNT16, prodotta dagli osteoblasti, inibisce l’osteoclastogenesi e previene le fratture da fragilità ossea corticale

Pubblicato il 15 Marzo 2015
WNT16, prodotta dagli osteoblasti, inibisce l’osteoclastogenesi e previene le fratture da fragilità ossea corticale

Dr.ssa Giacomina Brunetti e Dr.ssa Graziana Colaianni
Università degli Studi di Bari

È stato pubblicato nel novembre 2014 un articolo su Nature Medicine che analizza il ruolo di un altro membro della famiglia delle glicoproteine Wnt, Wnt16, nella regolazione della porosità e dello spessore dell’osso corticale.

Il lavoro è stato il risultato della collaborazione di quattro importanti gruppi: R. Baron & F Gori (Harvard School of Dental Medicine, Boston, USA), UH Lerner & C Ohlsson (Centre for Bone and Arthritis Research, University of Gothenburg, Sweden). Qui di seguito riportiamo l’abstract dell’articolo.

WNT16 è un fattore importante nella regolazione dello spessore dell’osso corticale e quindi cruciale nel determinare il rischio di frattura non vertebrale negli esseri umani. La disabilità, la mortalità e i costi associati alle fratture non-vertebrali causate da osteoporosi sono enormi. Si dimostra che i topi Wnt16 knock out sviluppano fratture spontanee a causa di un ridotto spessore e dell’elevata porosità dell’osso corticale. Al contrario, questi topi non mostrano un’alterazione della massa ossea trabecolare.

Lo studio rivela che WNT16 è prodotto dagli osteoblasti e inibisce l’osteoclastogenesi, nell’uomo e nei modelli murini, sia agendo direttamente sui progenitori degli osteoclasti, sia indirettamente, aumentando l’espressione di osteoprotegerina (OPG) negli osteoblasti.

Il segnale attivato da WNT16 nei progenitori degli osteoclasti è di tipo non canonico, mentre quello attivato negli osteoblasti segue sia la via canonica sia quella non canonica. L’inattivazione specifica di Wnt16 negli osteoblasti rivela che le cellule di questa linea sono la fonte principale di WNT16 e la delezione selettiva di WNT16 è responsabile di un’aumentata sensibilità alle fratture. Questi risultati aprono nuove strade per la prevenzione specifica o il trattamento delle fratture non vertebrali, una necessità terapeutica ingente e non ancora del tutto soddisfatta.

COMMENTO: gli studi effettuati sui diversi modelli murini appena descritti hanno un impatto clinico notevole, in quanto già precedenti studi hanno dimostrato che soggetti con varianti genetiche del locus WNT16 manifestano alterata densità minerale ossea.

L’individuazione delle diverse varianti genetiche che possono essere alla base dell’osteoporosi è essenziale per lo sviluppo della medicina personalizzata. Tale settore emergente mira alla creazione di un trattamento farmacologico personalizzato, che mette in relazione le caratteristiche cliniche e genetiche del paziente al fine di prevenire e/o ritardare l’insorgenza della patologia, e prevederne prognosi e risposta alla terapia.

Movérare-Skrtic S, et al. Osteoblast-derived WNT16 represses osteoclastogenesis and prevents cortical bone fragility fractures. Nat Med. 2014 Nov;20(11):1279-88.

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