Chi sono i soggetti più colpiti dall’osteoporosi?

L’osteoporosi è una malattia caratteristica dell’invecchiamento e tipicamente “al femminile”: le donne, infatti, ne sono colpite molto più degli uomini e secondo le stime, dopo i 65 anni, il problema riguarda una donna su quattro contro un uomo su 10.

La maggiore suscettibilità della donna all’osteoporosi dipende da diversi fattori: la maggiore aspettativa di vita, un contenuto di calcio nello scheletro mediamente inferiore rispetto a quello dell’uomo e, soprattutto, il fenomeno della menopausa. Con l’entrata in menopausa, infatti, si assiste a un rapido calo dei livelli degli ormoni femminili (gli estrogeni) che si associa a un’accelerazione della perdita di calcio dall’osso. Tale perdita nei primi anni dopo la menopausa determina una rapida riduzione della massa ossea, che poi si riduce più lentamente in età senile. Più dell’80% delle persone che hanno l’osteoporosi sono donne in menopausa (si parla, in questo caso, di osteoporosi post-menopausale).

Tuttavia, a causa dell’allungamento della vita media e del progressivo invecchiamento della popolazione, l’osteoporosi sta diventando una malattia che interessa anche gli uomini (osteoporosi maschile), sebbene in questi ultimi si manifesta più tardi, in media dopo i 65 anni (contro i 55 della donna). Gli uomini, infatti, vanno incontro non a un brusco calo (come le donne) bensì a un declino graduale della produzione degli ormoni sessuali , e quindi, anche a una perdita di calcio più tardiva e più lenta rispetto alle donne. Inoltre, “partono in vantaggio”, perché hanno una massa minerale ossea in media più alta di quella delle donne e arrivano più tardi a oltrepassare la soglia dei valori inferiori alla norma, sotto i quali si è in una condizione di osteopenia o, addirittura, di osteoporosi.

Anche se l’osteoporosi è una malattia della terza età, ci sono forme che si manifestano in situazioni particolari e che possono colpire anche giovani e addirittura giovanissimi. A volte l’osteoporosi può essere la conseguenza di fattori come problemi ormonali, terapie con determinati farmaci, carenze nutrizionali, e altri ancora; si parla in questo caso di osteoporosi secondaria. Ci sono poi persone in cui non si riesce a identificare alcuna causa della malattia e si parla allora di osteoporosi idiopatica.

 

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