
Grazie al grande impatto della terapia antiretrovirale nei bambini esposti al virus dell’HIV, il numero di decessi mondiali per AIDS si è ridotto della metà [1]. Nonostante l’impatto sulla mortalità, resta alta la prevalenza di comorbidità multisistemiche. Infatti, l’HIV ha effetti avversi rilevanti in particolare sulla crescita e sullo sviluppo muscolo scheletrico, a cui si aggiunge l’elevata prevalenza di malnutrizione ed inadeguati livelli di vitamina D tipici dei bambini e negli adolescenti soprattutto in zone come l’Africa e l’Asia [2]. Pochi studi hanno preso in considerazione la possibilità di supplementare con vitamina D soggetti in fase di sviluppo affetti da HIV per migliorarne la densità minerale ossea e nessuno studio è stato condotto in Africa dove si attesta circa il 90% dei bambini che crescono con l’HIV [3].
Lo studio VITALITY è un trial clinico randomizzato, controllato con placebo e in doppio cieco, che ha valutato l’effetto di una supplementazione combinata di vitamina D ad alto dosaggio e calcio sulla densità minerale ossea e sulla funzione muscolare in adolescenti con HIV acquisito per via perinatale in Africa subsahariana.
L’obiettivo principale dello studio era valutare se la somministrazione di Colecalciferolo (20.000 UI una volta a settimana) associata a calcio carbonato (500 mg al giorno) per 48 settimane fosse in grado di migliorare la densità minerale ossea totale (TBLH-BMD Z score). Tra gli obiettivi secondari figuravano la densità minerale ossea della colonna lombare (LS-BMAD Z score), la forza muscolare, la potenza degli arti inferiori e la sicurezza dell’intervento. I Soggetti eleggibili sono stati assegnati casualmente in due gruppi: trattati (secondo schema precedente) e controlli.
Lo studio ha coinvolto 842 adolescenti di età compresa tra 11 e 19 anni [età media 15 (IQR 13–17) anni; 448 (53%) femmine and 394 (47%) maschi], reclutati in cliniche HIV di Harare (Zimbabwe) e Lusaka (Zambia). Tutti i partecipanti assumevano terapia antiretrovirale da almeno sei mesi. Al basale, la popolazione presentava una condizione di salute ossea compromessa: i valori medi di densità minerale ossea erano inferiori a quelli attesi per l’età, e circa il 76% dei partecipanti mostrava insufficienza di vitamina D, definita come concentrazione di 25OHD inferiore a 75 nmol/L (79% trattati vs 73% controlli).
Dopo 48 settimane di trattamento, non è stata osservata alcuna differenza significativa tra il gruppo trattato e il gruppo placebo per quanto riguarda l’endpoint primario (TBLH-BMD Z score) né per l’endpoint secondario principale (LS-BMAD Z score). Analogamente, la supplementazione non ha prodotto benefici misurabili sulla forza muscolare, sulla potenza degli arti inferiori né sull’incidenza di infezioni respiratorie. Questi risultati indicano che, nell’intera popolazione studiata, la supplementazione di vitamina D e calcio non è sufficiente a migliorare in modo significativo la densità ossea nel breve periodo.
Tuttavia, un risultato cruciale dello studio emerge dalle analisi di sottogruppo. Tra i partecipanti che presentavano insufficienza di vitamina D al basale, la supplementazione ha determinato un miglioramento significativo della densità minerale ossea lombare (LS-BMAD) rispetto al placebo. In questo sottogruppo, è stato osservato anche un aumento della densità minerale ossea totale (TBLH-BMD), sebbene l’interazione statistica non abbia raggiunto la significatività per questo parametro. L’effetto positivo dell’intervento è risultato più evidente nei partecipanti con bassa assunzione dietetica di calcio, suggerendo che il beneficio sia maggiore nei soggetti con carenze nutrizionali più marcate.
Dal punto di vista biologico, la supplementazione ha aumentato in modo significativo le concentrazioni sieriche di vitamina D nel gruppo trattato, mentre nel gruppo placebo i livelli sono rimasti invariati o leggermente diminuiti. Nonostante ciò, circa la metà dei partecipanti trattati è rimasta in una condizione di insufficienza vitaminica dopo 48 settimane, indicando una risposta variabile al trattamento e suggerendo che dosaggi più elevati o una durata maggiore della supplementazione potrebbero essere necessari.
Per quanto riguarda la sicurezza, l’intervento si è dimostrato ben tollerato. Non sono stati osservati eventi avversi gravi correlati al trattamento. Alcuni casi di ipo- o ipercalcemia lieve sono stati rilevati durante il follow-up, ma erano asintomatici e si sono risolti spontaneamente.
Lo studio dimostra che la supplementazione con vitamina D ad alto dosaggio e calcio non migliora la densità minerale ossea nell’insieme degli adolescenti con HIV, ma produce benefici significativi nei soggetti con insufficienza di vitamina D, che rappresentano la maggioranza della popolazione studiata. Poiché la massa ossea acquisita durante l’adolescenza è un determinante chiave del rischio di osteoporosi e fratture in età adulta, un intervento nutrizionale mirato, sicuro ed economico, potrebbe contribuire a migliorare la salute ossea a lungo termine negli adolescenti con HIV, specialmente in contesti a risorse limitate. Lo studio sottolinea inoltre la necessità di ulteriori ricerche per definire la durata ottimale della supplementazione e la sostenibilità degli effetti nel tempo.
Commento all’articolo: Ferrand RA, Dzavakwa NV, Bandason T, Chisenga M, Filteau S, Kranzer K, Banda Mabuda H, Mchugh G, Mujuru H, Redzo N, Rowland-Jones SL, Schaible UE, Simms V, Tang JCY, Kasonka L, Gregson CL; VITALITY trial team. Impact of high-dose vitamin D and calcium carbonate supplementation on bone density in adolescents living with HIV: a randomised, placebo-controlled trial. Lancet Child Adolesc Health. 2025 Dec 11:S2352-4642(25)00301-3. doi: 10.1016/S2352-4642(25)00301-3.
Referenze:
- Rosen JG, Muraleetharan O, Walker A, Srivastava M. Pediatric antiretroviral therapy coverage and AIDS deaths in the “treat all” era. Pediatrics 2023; 151: e2022059013;
- Frigati LJ, Ameyan W, Cotton MF, et al. Chronic comorbidities in children and adolescents with perinatally acquired HIV infection in sub-Saharan Africa in the era of antiretroviral therapy. Lancet Child Adolesc Health 2020; 4: 688–98;
- Pettifor JM. Calcium and vitamin D metabolism in children in developing countries. Ann Nutr Metab 2014; 64 (suppl 2): 15–22;


