“Muoviti anche tu”: gli esercizi giusti per chi ha l’osteoporosi

Pubblicato il 6 novembre 2017
“Muoviti anche tu”: gli esercizi giusti per chi ha l’osteoporosi

Fare attività fisica con l’osteoporosi si può, anzi si deve, per poter conservare la salute dell’apparato locomotore. Certo è necessario fare i movimenti giusti e con l’intensità adeguata alla propria situazione.
 
Grazie al progetto SIOMMMS “Muoviti anche tu” le donne con questa patologia-ma anche gli uomini-anche chi ha una frattura vertebrale pregressa, potranno allenarsi con più serenità, nel modo corretto e in sicurezza.
 
Sotto la direzione scientifica del professor Giovanni Iolascon, coadiuvato dal suo staff, e il lavoro della Casa Editrice MedicalStar che ha realizzato e mantiene aggiornato il sito internet di SIOMMMS, sono stati creati una brochure di 24 pagine e due video che raccolgono informazioni, consigli pratici ed esercizi fisici specificatamente studiati per questi pazienti, con o senza fratture pregresse.
 
Il materiale è già disponibile sul sito SIOMMMS:
– la brochure è facilmente scaricabile cliccando sull’icona o sulla scritta sottostante
– i 2 video a breve saranno visibili sul sito SIOMMMS e sul canale You Tube della SIOMMMS.
 
Scarica la brochureScarica la brochure
 
Inoltre, tra qualche settimana, la brochure verrà stampata e distribuita agli specialisti.
 
Il progetto educazionale ha come scopo quello di insegnare ai pazienti come prendersi cura di sé, perché è fondamentale imparare a conservare il più possibile il proprio corpo negli anni.
 
Il progetto “Muoviti anche tu” propone 15 esercizi per donne con osteoporosi senza frattura vertebrale pregressa e 13 per quelle pazienti che invece avevano già subito un episodio fratturativo. Il programma di allenamento può essere svolto tranquillamente a casa propria e non richiede nessuna particolare attrezzatura, di conseguenza non richiede alcun investimento economico. Per ogni esercizio vengono consigliate frequenza e numero di ripetizioni consigliate, e forniti suggerimenti per rendere l’attività fisica più efficace e sicura.
 
I consigli pratici di un decalogo danno infine gli ultimi suggerimenti per avvicinarsi al programma nel modo più appropriato.
 
«Per mantenere una condizione di buona salute” spiega Giovanni Iolascon, professore di Medicina Fisica e Riabilitativa, Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” “sono essenziali una sana alimentazione ed esercizio fisico eseguito regolarmente a tutte le età. Questo paradigma è ancora più vero quando si parla di salute delle ossa, in particolare per le donne in età post-menopausale».
 
L’osteoporosi è una patologia comune: colpisce circa 200 milioni di donne nel mondo, solo nel nostro Paese è responsabile di oltre 100.000 fratture di femore. Le fratture sono la conseguenza di una progressiva riduzione della massa ossea e da un deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo causate dalla malattia.
 
«Le persone con osteoporosi, prevalentemente donne in età post menopausale, ma non solo, hanno timore di praticare attività fisica, per paura di una eventuale complicanza fratturativa. Per sfatare questo timore abbiamo creato una serie di esercizi allo scopo di migliorare la salute delle ossa in sicurezza, con prudenza e gradualità” continua Iolascon “Il programma di esercizio differisce rispetto alla presenza o meno di fratture.
 
In caso di osteoporosi con frattura vertebrale pregressa, frequentemente viene sconsigliato di fare attività fisica. Se questo è vero nella fase acuta della malattia, la situazione cambia con il passare del tempo. Qui vi proponiamo una serie di esercizi che vi possono essere di aiuto non solo per recuperare la funzionalità globale della schiena e ridurre il dolore, ma anche per diminuire il rischio di ulteriori fratture».
 
Chi è a maggior rischio di osteoporosi
La perdita ossea è dovuta a diversi fattori. Su alcuni purtroppo non si può intervenire, è il caso di età, sesso, etnia e patrimonio genetico. Per esempio le popolazioni caucasica ed asiatica, dalla pelle chiara, hanno una massa ossea inferiore rispetto a quelle dalla pelle scura. Altri invece, correlati a sane abitudini di vita, sono modificabili. Certo, ci si può trovare davanti a “mali necessari”, come terapie con farmaci che riducono la massa ossea, ad esempio quelle a base di cortisonici assunti a lungo termine, o a mali di cui si farebbe, potendo, volentieri a meno, come alcune patologie intestinali (celiachia, morbo di Crohn), endocrine (ipertiroidismo, morbo di Cushing, iperparatiroidismo), reumatiche, ematologiche, renali e trapianti di organo.
 
Tuttavia nella maggior parte dei casi i fattori di rischio più comuni sono facilmente modificabili, è sufficiente infatti seguire uno stile di vita equilibrato. Un osso sano ha infatti bisogno di nutrienti, come il calcio, di non indebolirsi con fumo e alcol, di stare al sole e di stimoli meccanici, per mantenere le sue proprietà e la sua resistenza.
 
Importanza dell’esercizio fisico per la salute dell’osso
Una vita sedentaria o l’immobilizzazione sono causa di perdita di massa ossea e possono generare una forma di osteoporosi da disuso: restare a letto tutto il giorno indebolirà l’osso, al contrario sollevare pesi lo rinforzerà.
 
L’attività fisica aiuta rapidamente l’incremento della massa muscolare, in pochi mesi, ma ci vuole più costanza e tempo, almeno nove mesi, per vedere risultati su quella ossea. La regolarità nel movimento è dunque essenziale, ma non sufficiente, soprattutto in caso di patologie concomitanti: serve praticare gli esercizi giusti, all’intensità e alla frequenza più idonea alla propria condizione.




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