Osteoporosi, dall’ASBMR un invito ad agire per fermare l’epidemia di fratture

Pubblicato il 26 Settembre 2016
Osteoporosi, dall’ASBMR un invito ad agire per fermare l’epidemia di fratture

E’ un vero e proprio “invito all’azione” per fare di più nella lotta all’osteoporosi quello che ci arriva dall’ASBMR, al fine di sensibilizzare medici, pazienti e popolazione generale sui rischi connessi all’osteoporosi e soprattutto alle fratture da fragilità. Il “call to action” è stato presentato durante una conferenza stampa lo scorso 19 settembre, durante l’Annual Meeting dell’ASBMR che si è svolto ad Atlanta (Georgia, USA).
 
Nel documento dell’ASBMR, firmato da numerose altre società scientifiche come l’ECTS a cui la SIOMMMS aderisce, si evidenzia come il trend di riduzione delle fratture dell’anca, costante negli ultimi 30 anni, almeno negli Usa adesso si sia fermato, segno che bisogna fare qualche cosa per contrastare il rischio di fratture connesso al crescente invecchiamento della popolazione.
 
Quello che gli esperti osservano è una riduzione nell’effettuazione di test per accertare la presenza di osteoporosi, una riduzione nel numero di nuove diagnosi e nel trattamento di pazienti ad alto rischio. Le conseguenze di questa “disattenzione” al tema osteoporosi le conosciamo bene: fratture che causano disabilità, perdita di indipendenza e anche la morte.
 
Negli Stati Uniti, i ricoveri ospedalieri per fratture da osteoporosi hanno rappresentato il 43% dei ricoveri complessivi per fratture osteoporotiche, infarto, ictus e cancro al seno. E oltre il 50% dei ricoveri per fratture da osteoporosi era dovuto a frattura dell’anca, la più devastante conseguenza dell’osteoporosi. Questa non è solo una crisi medica, ma anche di tipo economico.
 
Nonostante dati convincenti indichino che i bisfosfonati riducano sia il rischio sia di una seconda frattura che quello di decesso, in quei pazienti che hanno già avuto una frattura dell’anca, molti medici non hanno le informazioni necessarie o le risorse disponibili per aiutare i loro pazienti a prendere decisioni informate per prevenire le fratture dell’anca.
 
Inoltre, i pazienti sono sempre più riluttanti ad assumere terapie per l’osteoporosi, adducendo timori di effetti collaterali che sappiamo essere rari, anche se il numero di fratture che sono evitate con un trattamento è di gran lunga superiore al rischio di fratture atipiche del femore e di osteonecrosi della mandibola.
Il trattamento continuativo di donne con osteoporosi per cinque anni si tradurrebbe in meno di una frattura atipica del femore a fronte di 100 fratture osteoporotiche evitate.
 
Per far fronte a questa crisi di trattamento dell’osteoporosi, le organizzazioni firmatarie si impegnano a intensificare i loro sforzi attuali e a collaborare su nuove opportunità per aumentare lo screening, la diagnosi e il trattamento di individui ad alto rischio per prevenire le fratture e a collaborare con i pazienti affinché compiano scelte informate circa le opzioni di trattamento dell’osteoporosi. Questo include sostenere gli sforzi in quelle aree del mondo che hanno bisogno di una maggiore formazione professionale e che necessitano di maggiore sensibilizzazione del pubblico.
 
Ecco le altre richieste che provengono dal documento:
Programmi di educazione professionale e di formazione continua per migliorare le conoscenze di operatori sanitari e medici al fine di migliorare riconoscimento, diagnosi e trattamento di pazienti ad alto rischio di frattura, con messaggi chiari per informare i pazienti e i medici circa i rischi reali per la salute, derivanti da osteoporosi e fratture (ad esempio, le fratture dell’anca hanno alti tassi di mortalità e di disabilità).
 
• Le organizzazioni governative dovrebbero aumentare il focus e il sostegno a programmi di informazione per raggiungere i pazienti a più alto rischio, al fine di garantire l’accesso ai test e alle terapie attualmente disponibili e a quelle future; sviluppare piani d’azione per la ricerca di trattamenti migliori incentrati su nuove evidenze circa le strategie per l’identificazione precoce dei pazienti ad alto rischio, il monitoraggio e il trattamento.
 
Le organizzazioni pubbliche e private preposte al rimborso delle prestazioni sanitarie dovrebbero garantire i servizi più efficaci per migliorare la diagnosi e il trattamento di coloro che sono a maggior rischio di fratture.
 
• I sistemi sanitari dovrebbero adottare e utilizzare indicatori di qualità che incentivino clinici e sistemi sanitari per lo screening dell’osteoporosi e il trattamento di soggetti ad alto rischio.
 
Nota del Presidente SIOMMMS

Il documento dell’ASBMR rappresenta un importante monito per tutti coloro che si occupano di osteoporosi.
La strada che dobbiamo percorrere in Italia è ancora lunga, visti i noti problemi legati all’appropriatezza e alla scarsa aderenza alla terapia. Il numero di fratture di femore è tuttora in aumento e il dato è probabilmente destinato a peggiorare in futuro in relazione al prolungamento dell’aspettativa di vita.
Da vari mesi la SIOMMMS ha promosso l’istituzione di un tavolo di lavoro intersocietario che consenta di coordinare l’azione delle varie Società Scientifiche allo scopo di condividere percorsi diagnostici e terapeutici, attività formative e azioni comuni presso le autorità istituzionali.




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