Variazioni uricemia e BMD post-trattamento con diuretici tiazidici: esiste un legame?

Pubblicato il 11 aprile 2016
Variazioni uricemia e BMD post-trattamento con diuretici tiazidici: esiste un legame?

Gli effetti dei diuretici tiazidici sulla densità minerale ossea potrebbero essere mediati, almeno in parte, dalle variazioni delle concentrazioni sieriche di acido urico. Lo studio su Calcified Tissue International.

Uno studio di recente pubblicazione sulla rivista Calcified Tissue International (1) supporta precedenti osservazioni relative alla possibilità che la misurazione dell’uricemia possa migliorare la predizione dell’osteoporosi (OP) e del rischio di frattura.

Nello specifico, lo studio avrebbe dimostrato che gli effetti di idroclorotiazide (ICT) sulla densità minerale ossea (BMD) potrebbero essere mediati, in parte, dalle variazioni delle concentrazioni sieriche di acido urico, suggerendo la necessità di monitorare frequentemente la BMD in corso di terapie ipouricemizzanti.

Come ricordano gli autori nell’introduzione allo studio, in letteratura esistono numerosi studi che documentano come l’acido urico possa avere un effetto positivo diretto sulla densità ossea, indipendentemente dal sesso e dall’etnia di appartenenza.

“I diuretici tiazidici – scrivono gli autori – rallentano i processi di depauperamento osseo in adulti in buone condizioni di salute e il loro impiego è stato associato ad una ridotta incidenza di fratture. Inoltre, questa classe di farmaci è nota per possedere effetti iperuricemizzanti”.

I risultati di un precedente trial randomizzato vs placebo, condotto dalla stessa equipe di ricerca, sull’effetto di ICT sulla BMD, avevano dimostrato come il trattamento farmacologico in questione fosse in grado di innalzare in maniera statisticamente significativa la BMD total body e a livello delle gambe e degli avambracci (ma non della colonna lombare) e di ridurre, al contempo, gli indici di turnover osseo rispetto al placebo dopo 2 e 4 anni (2,3).

Il trial, inoltre, aveva documentato un innalzamento significativo dell’uricemia nel gruppo trattato con il diuretico tiazidico a 2 anni dall’inizio del trattamento.
 
Obiettivo del nuovo studio è stato quello di verificare la correttezza dell’ipotesi di un’associazione tra le variazioni di uricemia e quelle della BMD osservate nel trial a seguito del trattamento con diuretici tiazidici.
 
A tal scopo, i ricercatori hanno sottoposto a nuova analisi i dati del trial sopramenzionato, che era stato condotto in 185 donne in post-menopausa ed età inferiore a 75 anni, randomizzate a trattamento giornaliero con ICT 50 mg o a placebo. Le pazienti, che avevano presentato un’aderenza terapeutica al trattamento >90%, erano state sottoposte a valutazione della BMD nelle sedi anatomiche sopra menzionate, all’inizio del trial e dopo 2 e 4 anni, nonché a prelievo ematico (per la valutazione dell’uricemia, della calcemia e delle concentrazioni di fosfatasi alcalina) e a raccolta delle urine (per la valutazione della calciuria).
 
Analizzando la relazione esistente tra le variazioni dell’uricemia e quelle della BMD dopo 2 anni di trattamento, mediante ricorso a strumenti statistici quali la correlazione di Spearman e la regressione lineare multipla, i ricercatori hanno osservato un incremento dei valori della BMD totale (+0,52%) nel gruppo trattato con ICT e una riduzione dei valori della BMD totale nel gruppo placebo (differenza tra gruppi p=0,0034).
 
Inoltre è stato documentato un incremento dell’uricemia nel gruppo trattato con il diuretico tiazidico pari a 0,038 mmol/L e una riduzione dell’uricemia nel gruppo placebo pari a 0,004 mmol/L (differenza tra gruppi p<0,0001).
 
Utilizzando i modelli statistici sopra citati, è emersa l’esistenza, dopo 2 anni di trattamento, di una relazione positiva tra le variazioni di uricemia e quelle della BMD total body per l’intera popolazione in studio (r=0,32; p=0,0002) e per il gruppo sottoposto a trattamento con ICT (r=0,29; p=0,023).
 
Non solo: l’associazione tra le variazioni di uricemia e quelle della BMD total body è stata confermata anche dopo aggiustamento dei dati in base all’allocazione al trattamento e alle variazioni di peso, calcemia, calciuria e creatinina sierica.
 
Nel commentare i risultati, gli autori dello studio hanno ricordato come “…nonostante i diuretici tiazidici si caratterizzino per la presenza di alcuni effetti documentati sulla biologia dell’osso (…) tradizionalmente ascritti a variazioni del bilancio del calcio (…) l’osservazione di differenze temporali di risposta, in termini di variazioni della BMD, al trattamento con questi farmaci e alla supplementazione di calcio, suggerisce come questi farmaci potrebbero non influenzare la BMD esclusivamente in base a variazioni del bilancio di questo elemento”.
 
L’iperuricemia rappresenta una manifestazione frequentemente associata all’impiego di diuretici.
“I risultati dell’analisi secondaria dei dati del trial randomizzato sopra citato hanno dimostrato l’esistenza di un’associazione tra le variazioni di uricemia e quelle della BMD, suggerendo la possibilità che gli effetti di ICT sulla BMD possano essere mediati, almeno in parte, da variazioni dell’uricemia – scrivono gli autori nella discussione del lavoro”.
 
In conclusione, “…i dati dello studio supportano l’ipotesi di un effetto fisiologico dell’acido urico sulla BMD in vivo, suggerendo un possibile impiego routinario delle misurazioni dell’uricemia ai fini del miglioramento della predittività di OP e del rischio di frattura.

Inoltre, lo studio suggerisce la possibilità che la riduzione dell’uricemia a livelli molto ridotti nella gestione della gotta, possa innalzare il rischio successivo di frattura. Di qui il suggerimento ad inserire le misurazioni della BMD come pratica routinaria negli studi sull’efficacia delle terapie ipouricemizzanti”.

Bibliografia

1. Dalbeth N et al. Relationship Between Changes in Serum Urate and Bone Mineral Density During Treatment with Thiazide Diuretics: Secondary Analysis from a Randomized Controlled Trial. Calcif Tissue Int (2016); e-pub ahead-of-print DOI 10.1007/s00223-015-0101-7

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2. Reid IR  et al (2000) Hydrochlorothiazide reduces loss of cortical bone in normal postmenopausal women: a randomized controlled trial. Am J Med 109:362–370

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3. Bolland MJ et al. (2007) The effect of treatment with a thiazide diuretic for 4 years on bone density in normal postmenopausal women. Osteoporos Int 18:479–486

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